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10/02: Signori Professori - regia di Maura Del Pero PDF Stampa E-mail
Notizie - NEWS

Signori professori? Sono ormai anni che un insegnante non si sente chiamare così dai propri alunni. E' da questa considerazione che il film di Maura Del Pero prende il titolo. 'Signori Professori', con ironia, segnala la perdita sociale di prestigio e, insieme lo svantaggio economico, che caratterizza la figura del docente nelle scuole medie e superiori italiane. Girato durante l'anno scolastico 2006/2007, 'Signori Professori' incrocia tre storie, in tre diverse città della penisola, da cui emerge il ritratto di una professione che oscilla tra entusiasmo e depressione. Uscito nel 2008, Exfila movie lo ripropone a distanza di due anni come un'altra testimonianza di cinema del reale. Mercoledì 10 febbraio 2010, ore 21. Ingresso gratuito soci Arci.



Regia: Maura Delpero

Sceneggiatura: Maura Delpero

Fotografia: Michele D’Attanasio

Montaggio: Giusi Santoro

Produzione: Maura Delpero

Paese: Italia

Anno: 2008

Durata: 92'

Premi e Festival:  Premio UCCA - Venti Città - Migliore Documentario Italiana.Doc della 26esima edizione del Torino Film Festival


Sinossi: 

Anno scolastico 2006/2006. La giovane laureata Lisa Bentini ottiene la sua prima supplenza in una scuola media di Bologna. A Napoli la professoressa Silvana De Fazio prepara la sua ultima classe alla maturità prima di andare in pensione. Il professor Dario Tulipano, precario palermitano, si trasferisce a Bolzano per una supplenza annuale. Tre esperienze differenti che raccontano il mondo della scuola dalla parte dei professori tra aspettative e realizzazione, vocazione e frustrazione, passione e smarrimento.

«Ho avuto voglia di raccontare certa solitudine in cattedra, l’entusiasmo e i suoi cali, i sacrifici del precariato, una burocrazia kafkiana e la responsabilità morale di un mestiere che nella percezione comune oscilla schizofrenicamente tra un antico immaginario romantico e un’attuale perdita indecorosa di prestigio sociale. Ho inseguito un punto di osservazione vicino ai personaggi per restituirne l’intimità e ho preferito cercare di raccontare pensieri ed emozioni attraverso fatti, gesti, sguardi, toni di voce o silenzi per indagare il reale tramite un linguaggio vicino al cinema di finzione».